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Da Pitti, cartoline di creatività

Il fulcro di questa stagione, lo spettacolo che unisce i designer giapponesi Jun Takahashi e Takahiro Miyashita, un duo convincente in tempi noiosi e impetuosi

FIRENZE, Italia – La buona notizia della 93esima edizione di Pitti Uomo, la kermesse fiorentina che si è chiusa oggi, è che nonostante i nostri tempi spaventosamente noiosi ed esagerati, esiste tuttora un nocciolo duro di genuinità e creatività. La cattiva notizia è che questo nocciolo sembra sempre più raro in un mondo in cui molti marchi sembrano più concentrati sui loro sforzi di marketing, spesso con il pretesto di “creare cultura”. In effetti, il virtuale sta conquistando il reale e la moda è diventata sempre più un gioco di comunicazione in cui il discorso trionfa sui valori della vecchia scuola come l’innovazione nel design.
Pitti Uomo, che ogni stagione apre ufficialmente le Olimpiadi della moda, è stato per lungo tempo un bastione dell’innovazione. Molti dei prodotti esposti nello spazio principale della fiera nella Fortezza da Basso sono in prima linea nella sperimentazione di indumenti, indumenti che sucessivamente avranno un effetto sulle vite – e sugli armadi – di persone reali. In questa stagione, è stato particolarmente stimolante vedere Athlovers, un progetto incentrato sul athleisure concepito da Pitti Immagine, gli organizzatori di Pitti Uomo, che ha accoppiato una serie di etichette emergenti con Lanificio Reda, un gigante tessile italiano di alto livello conosciuto per la produzione di tessuti tecnici di alta qualità in pura lana merino. I risultati erano eccezionali.

Athlovers, progetto incentrato su athleisure

Tali innovazioni sono importanti, ma non particolarmente favorevoli ai media e Pitti Immagine lo sa bene, motivo per cui gli elementi pragmatici incentrati sul prodotto dell’evento Pitti Uomo sono sempre accompagnati da spettacoli speciali dei designer ospiti. Il momento culminante di questa stagione, uno spettacolo che ha unito Undercover di Jun Takahashi e Takahiro Miyashita The Soloist, non è stata solo una gioia da vedere, ma un momento di moda davvero progressista e profondamente toccante. Il punky Takahashi e il cupo Miyashita, entrambi provenienti da Tokyo, sono tra i pochi cervelli di design brillanti che riescono a spingere idee sfidanti attraverso capi incredibili che non sono concepiti per semplici vetrine.

Undercover by Jun Takahashi Autumn/Winter 2018

Mostrandosi insieme – prima Takahashi, poi Miyashita – hanno rafforzato i loro rispettivi messaggi, dando speranza a coloro che credono che il fashion design sia più che schizzare dei loghi su una felpa. Nel backstage della cavernosa Stazione Leopolda, dove è stato messo in scena lo spettacolo, è stato Takahashi a parlare, vista la rinomata timidezza di Miyashita. Ha spiegato che l’intero spettacolo è stato concepito come un singolo opus, basato sul dualismo di ordine/disordine e disordine/ordine. Il sentimento era decisamente distopico, ma anche stranamente ottimista nonostante il legame tematico all’estinzione dell’umanità.

The Soloist by Takahiro Miyashita Autumn/Winter 2018

Un altro momento decisivo in questa edizione di Pitti è stato il debutto ufficiale in passerella di 032c Apparel, una linea di abbigliamento creata dalla veneratissima rivista berlinese. Secondo Joerg Koch, fondatore e redattore capo di 032c, il passaggio all’abbigliamento è stato naturale: sua moglie Maria, che disegna la linea, è una stilista di moda e la 032c ha a lungo operato come rampa di lancio oltre la mera funzione di fashion & art magazine (e diciamo poco).

032c Apparel

I maestri del marketing di Gucci hanno anche colto l’occasione di Pitti per svelare quello che il megabrand italiano ha soprannominato “Gucci Garden” sul sito dell’antico Museo Gucci, a due passi da Palazzo Vecchio. Il restyling ha trasformato lo spazio a più piani, un tempo un po ‘cupo e noioso, in un medley vivace: un negozio con pezzi esclusivi, una libreria e una galleria per mostre più osteria (http://www.lifestylecoachblog.com/2018/01/10/gucci-osteria-una-questione-di-gusto-italiano/) diretta dallo chef stellato Michelin Massimo Bottura. Nessuno dei cinque sensi è stato lasciato inutilizzato al servizio di quel eccentrico spirito bohémien che definisce Gucci.

Besitos.

more infos: http://www.pittimmagine.com/corporate/fairs/uomo.html
https://www.businessoffashion.com/articles/fashion-show-review/at-pitti-a-case-for-creation?utm_source=Subscribers&utm_campaign=93632da7f0-a-case-for-creation-at-pitti-unspoken-dress-codes-&utm_medium=email&utm_term=0_d2191372b3-93632da7f0-419550417

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